Odio/Amo/altre cazzate.
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giovedì, 02 luglio 2009

Signore e signori, si cambia. Prima pensavo che esprimere qualcosa che non fosse disgusto, odio, rabbia, o comunque qualcosa di negativo fosse troppo melenso. Pensavo che fosse una cosa di cui vergognarsi ammettere le proprie colpe, esprimere giudizi positivi verso le persone conosciute e in loro presenza, dire cose carine. Invece è proprio il contrario. Non bisogna essere per forza cattivi. Voglio dire, con tutti. Sono lo stesso figa anche se ammetto di non odiare proprio tutti tutti sulla terra. Sono lo stesso figa se voglio far esplodere la terra ma non tutta. Sì, perchè io ritengo di essere figa. Sono stanca di questi piagnistei inutili. Ho riletto parte del blog, ed è proprio monotono. Ok, il blog serve anche per sfogarsi. Ma io voglio anche fare vedere al mondo che esistono cose e persone speciali. Voglio raccontare tutte le cose belle che ho fatto in modo da fissarle per sempre e non dimenticarle mai più. Voglio filmare, fotografare, scrivere, disegnare ogni istante di tutta la vita. Anche le cose tristi. Perchè si è capito che a me le cose tristi piacciono. E in un certo senso, tutte le tragedie a cui mi appassiono, penso che siano in qualche modo rese "belle" e "positive" dal fatto che io le ritenga belle. Ad esempio, quando Morgana per sbaglio sposa il figlio al posto del padre, non posso guardarlo e non lo sopporto, ma è anche per questo che mi piace il film/libro. O, che ne so, Tristano e Isotta. Muoiono, ma è così poetica quella scena.

Ma soprattutto volevo dire che sono felice di avere degli amici. E no, non è vero che non ne sentivo la mancanza. Non è vero che era meglio stare a casa da sola piuttosto che fuori in compagnia. Perchè adesso, finalmente, l'ho capito. L'ho capito. Ad esempio oggi. Oggi non mi sono divertita così tanto, ma è stato bello perchè ho visto le mie amiche e anche loro si sono comprate quella gonna. Sembra che tutte le mie amiche vogliano quella gonna. Già, perchè le mie amiche hanno dei bei gusti. Anche per questo siamo amiche. E poi ci siamo comprate gli occhiali fighi e abbiamo tolto le lenti. E finalmente ho potuto rispondere anche io a "Guarda che carnevale è passato" con un bel "ANCHE LA BEFANA!". Ah, queste sì che sono le soddisfazioni della vita. E poi, quando faccio tutta la strada da casa mia fino all'Oviesse in via libertà mi sento a disagio, ma sono contenta. A volte canto o accenno saltelli. A volte salto le scale a due a due. Perchè so che vedrò le mie amiche. Perchè so che ci divertiremo. Che staremo insieme. Sento il bisogno di mettere cuoricini e faccine dappertutto. Adoro i cuoricini e la faccina che piange! E non la uso solo per quando sono triste, la uso sempre, perchè mi sa di estasi mistica e di epicness. Gran parte della mia vita si basa sull'epicness, e ciò è epico. E poi sono uno zombie.

Non voglio dimenticare mai niente, mai.

Postato da : CoseSintetiche | 20:43 | commenti

Il mio tempo è quasi finito
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martedì, 30 giugno 2009

Quando sono arrivata nella scuola dove sono adesso c'erano tante persone interessanti e stimolanti. Ho conosciuto tanta gente. Cazzo mi sta venendo un attacco di panico. C'erano delle ragazze che ho visto alla fermata dell'autobus ed erano dark e hippie e così smodatamente interessanti. La mia compagna le ha salutate. Io le ho detto 'La conosci?' e lei 'Sì, la vuoi conoscere?' e io le ho detto di sì. Poi queste persone mi hanno chiesto di uscire e io non potevo, poi me l'hanno chiesto di nuovo, e non mi andava. Poi non me l'hanno chiesto più. C'era un'altra ragazza che mi sembrava incredibilmente interessante e intelligente e le ho parlato soltanto una, due volte. Lei parlava con le sue amiche (che, credo, erano le stesse interessanti persone di prime) e io ero imbarazzata. Poi non abbiamo parlato mai più. Se non qualche parola. Avrei voluto conoscerla ed essere migliori amiche. E l'ho già detto tante volte, non so se l'ho scritto, ma l'ho detto, si vedono così belle persone sugli autobus a volte. O ai concerti. O negli angoli delle strade. E perchè non li conosco? E perchè, quando li conosco, li lascio morire? Odio lasciarmi morire. Ma uccido gli altri. Perchè se non li salvi è come se li uccidessi. E adesso è questa musica ad uccidermi. L'estate non è il periodo fantastico della vita. Perchè mi vengono queste crisi. Ma sì, lo è. Perchè io adoro le crisi, e la lotta, l'inseguimento, la morte. Non adoro queste cose in sè. Adoro il fatto che accadano. Adoro le cose speciali. Perchè non riesco ad aspettare che le cose arrivino da sè? Adesso l'ho capito. Ho sbagliato. Ma non ho riesco. Non ci riesco, a godere di ogni attimo soltanto perchè c'è. Non crea nessuna beatitudine in me. È vero. Avevi ragione. Io non amo le cose speciali. Io amo quando mi accorgo di stare percependo una cosa in modo speciale. Io non amo le cose. Io amo il modo in cui queste cose esistono. Ma il fatto che esistano, per me, è quasi indefferente. E questo è sbagliato. È vero. Perchè non l'ho visto prima? Odio il fatto di non parlare chiaro perchè non lo voglio e odio il fatto che quando lo leggerò, o quando questo passerà, non lo ricorderò più. Ma per me questo è speciale. Il fatto di essere qui, con un groppo alla gola, e questa espressione corrucciata, a scrivere queste cose, per me è speciale. Il fatto che finalmente l'abbia capito. Sono davvero stupida. Non lo penso davvero. Di esserlo, intendo. Un'altra cosa vera. Una di quelle persone così interessanti che avrei potuto amare mi aveva detto di aver sostituito il complesso di inferiorità con quello di superiorità. Quella persona viveva tutto quello che vivo io prima. E quella persona usa parole bellissime ma non dice niente. E io diventerò esattamente così perchè io sono lei prima. In ogni caso non era questo quello che volevo dire. Ah, che casino. Quello che scrivo è un casino, io sono un casino, le cazzate che faccio non sono normali. Detto con voce da "oh ciao compà tutto bene?". L'ho sempre detto, o quasi. Io non faccio il blog per gli altri, ma per me stessa. È vero. E hai ragione, io non faccio niente che non sia per me stessa. L'amore che provo io non è l'amore quello giusto. Cito Morgan: Amore per cose inanimate. Dovrei conoscerla meglio. Le persone a volte dicono cose meravigliose. Devo scrivermi tutti i momenti meravigliosi. Devo fare. FARE! E vedete? Sto già pensando a fare qualcosa perchè non posso aspettare che le cose vengano da sè. Ma questa volta sento che è la cosa giusta, questa. Perchè questa volta non è una cosa indotta da me. Ma da altri. Ah, voglio rubare il respiro degli innamorati. Voglio rubare il respiro delle persone che amo. Voglio sentire tutto di loro. Forse. Io voglio soltanto essere loro, non loro amica. KYAH! Sapevo che sarebbe andata a finire così. Ma io non voglio razionalizzare questo momento. Voglio che la fase aurea duri per sempre. Devo FARE. Non posso stare a guardare le cose morire. Ma di solito non è così che faccio. Di solito le uccido con una coltellata. Ma io in questo momento non vorrei fare questo, io vorrei solamente salvarli. Voglio fare vivere le cose per sempre, e invece le ammazzo. Che razza di ragionamento è? Che persona sono? Non sono una persona. E l'uomo è un animale sociale? Aveva ragione lei, a Parigi. Io tratto male la gente. Ma non volevo, te lo giuro. Io volevo prolungare il momento aureo, non fare del male alla gente. Meno male che me l'hai detto. Il momento aureo è finito, ma almeno ho smesso. Forse è proprio il momento aureo a fare male. Ed è perchè il momento aureo dev'essere in compagnia o in assoluta solitudine. Se solo tu provi il momento aureo, sarà un disastro. Tu penserai 'loro non capiscono' e loro moriranno. Penso che si dovrebbe parlare chiaramente. Però non lo faccio. Penso che si dovrebbe dire la verità. Però non lo faccio. Penso che bisognerebbe avere coraggio, coerenza. E non lo faccio. Ma che faccio? Schifo. Rispondevamo 'schifo'. 'Hai studiato?'. 'No'. 'E tu?'. 'No'. 'E ora che facciamo?'. 'Schifo'. 'Schifo'. Io io lo sento. Sento che se questo undici luglio non ci vedremo, potrei perdere altri pezzi. Ho realizzato questo. Ora glielo dico. Bisogna parlare chiaro. 'Se non lo faremo, succederà di nuovo'. 'Che cosa?'. 'Le persone ci deluderanno'. Io lo so. L'ho capito. L'ho capito adesso. Messy. Che schifo. Vorrei essere come le persone che amo. Loro non farebbero questi casini. La scuola mi ha rovinato. Lo so che è stata lei. Quest'anno non è così diverso. Non è così migliore. Ma non devo, NON DEVO smettere di sperare. Se smetto di sperare tornerà. Succederà di nuovo. Voglio saper scrivere. Voglio essere una persona interessante. Voglio riuscire ad essere io, ad accettarmi, a fare vedere veramente quello che sono alle persone, a dirgli quello che penso di loro. Altrimenti succederà di nuovo. Non voglio che succeda di nuovo. 'Per tutti quelli che se non ci sbattono la faccia non lo capiscono'. Sono una testa di cazzo. Se non lotto, non cambierà mai niente. E io voglio sopravvivere prima di tutto. In secondo luogo, non voglio sopravvivere, ma voglio vivere. Devo avere la forza di superare le mie paure. Perchè se non metto al loro posto le cose, il casino mi travolgerà. Tutto scoppierà e io sarò sommersa dai detriti. Vorrei saper scrivere. Vorrei saper comunicare agli altri quello che provo io. Il momento aureo non è solo mio. Anche gli altri devono provare quello che provo io. Altrimenti, non lo capiranno mai. E se non lo capiscono, non è colpa loro che sono stupidi. Sono io, IO, che non sono riuscita a spiegarmi. Perchè non ci sono mai riuscita. Non so parlare. Non so scrivere. Non so filmare. Non so cantare. Non so disegnare. Non so fotografare. Non so cucinare. Non so dimostrare alle persone quanto le voglio bene. Le cose non escono mai fuori di me. Ho una paura incredibile di muovermi. E di parlare. Perchè è come Fedra. Il dramma è un dramma interiore che si svolge nella psicologia del personaggio. Il pronunciare il nome di Ippolito significa manifestare all'esterno qualcosa di interno. In realtà non succede niente. Ma aver detto quel nome, averlo ammesso, la spinge alla morte. Ogni azione, in realtà, ne spinge un'altra. È un gioco ad incastro e il nome di chi vincerà è già scritto.

La foto fa schifo, ma è una cosa per intenditori.

Postato da : CoseSintetiche | 00:25 | commenti

Kokusyoku Sumire
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venerdì, 26 giugno 2009

Postato da : CoseSintetiche | 13:51 | commenti

Sfogo da teenager cretinetta numero novemila
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venerdì, 19 giugno 2009

Forse avrei dovuto tenermi stretto quel poco che avevo, sarebbe stato qualcosa. Ma non mi accontento mai, no, devo sempre avere di più. Infatti il mio di più significa sempre rimanere sola. Salto sempre nel vuoto. Ma chi salta con me? Nessuno, nessuno. In questo momento mi sento amichevole soltanto verso la mia compagna che è stata mollata dal suo ragazzo perchè voleva divertirsi, e verso la mia compagna che è sempre stata sola e si è rifugiata nei libri. Io lo so che loro non hanno cattive intenzioni, sono piccole e indifferenti e loro non sentono il bisogno che ho io di passare il mio tempo con persone vive e spensierate. A loro non interessa se spenderanno un giorno in più a casa, perchè non sanno che questa estate potrebbe essere la loro ultima estate di gioventù. Mi sento una vecchia. Loro non se ne rendono conto. Non è colpa loro. Però mi abbandonano sempre. Ieri dovevamo uscire ma lei doveva farsi la doccia. Il giorno prima ci siamo svegliate tardi. Il giorno prima non c'era l'altra. Il giorno prima non avevamo voglia di uscire. Forse preferiscono guardare i loro vestiti che uscire con me. Mi sento così cretina a pensare queste cose, perchè so che non è vero. Però ogni giorno dicono di no e prima o poi i giorni finiranno e io ho ancora gli incubi della scuola e ho paura. Sapevo che sarei andata incontro all'ignoto e che non sarebbe stato bello, però ora che ne sono sicura fa male lo stesso. Ma so anche che ho fatto quello che dovevo fare, e che preferisco uccidere qualcuno piuttosto che vederlo morire davanti ai miei occhi.

Postato da : CoseSintetiche | 21:19 | commenti

cadere
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lunedì, 15 giugno 2009

voglio diventare margherite

come una vergine sacrificale vestita di bianco dalla cui pancia escono margherite e poi rovi rovi rovi - non sangue.

E gli occhi che diventano a cuore SPALANCATI e le lacrime che scendono e una gemma attaccata alla fronte tipo terzo occhio e la ragazza dello stand così affascinante.

Postato da : CoseSintetiche | 19:42 | commenti

Dies irae
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martedì, 09 giugno 2009

« Dies irae, dies illa, dies tribulationis et angustiae, dies calamitatis et miseriae, dies tenebrarum et caliginis, dies nebulae et turbinis, dies tubae et clangoris super civitates munitas et super angulos excelsos. »
Giorno d'ira quel giorno, giorno di angoscia e di afflizione, giorno di rovina e di sterminio, giorno di tenebre e di caligine, giorno di nubi e di oscurità, giorno di squilli di tromba e d'allarme sulle fortezze e sulle torri d'angolo.

Postato da : CoseSintetiche | 20:02 | commenti

Evoluzione
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giovedì, 04 giugno 2009

Evoluzione è il numero della puntata delle situazione di lui e lei dove facevano sesso, di tutto l'anime ricordo solo questo, perchè io ero una ninfetta fissata col sesso che credeva che da grande avrebbe avuto le tette grosse e sarebbe diventata ricca. Non l'avrei mai immaginato che sarei diventata una femminuccia sessuofoba repressa - fottetevi ragazzi fottetevi. No, non preoccuparti, lo sono solo a fasi alterne. I don't know what to do. I don't know what to do. Io, che avevo scritto un post forse in questo blog contro gli snob classificatori di qualunque persona ovviamente al di sotto di loro. Chi l'avrebbe mai detto che sarei diventata una nobile alfieriana che si sdegna in compagnia dei poveri mortali non poeti, non estremisti, non esattamente uguali a lei. Che sarei diventata un'orgogliosa intollerante tizia brutta, cattiva, e senza più valori - questi giovani d'oggi. Io, la magra ragazzina vestita di nero di una volta. Chi l'avrebbe mai detto che sarei diventata così. Io, che trovavo la pubblicità di Angelic Pretty nella mia Bible un po' ridicola. Assurdo, le donne che vogliono sembrare bambine. Eppure già in quarto ginnasio ero invidiosa delle troiette schifose meritevoli di vestitini in gigham e fiocchetti. Chi l'avrebbe mai detto che sarei diventata una di quelle che passa tutta la ricreazione in classe, a ripassare o parlare, oppure seduta sulle scale da sola, oppure non so, da qualche parte ma non in mezzo alla gente, la gente che adoravo così politicamente impegnata e alternativa e indipendente e che profumava di canne. Seriamente, sono ancora attratta da quest'odorino speziato. L'uomo è come una canna che oscilla tra miseria e grandezza - miseria e grandezza - miseria e grandezza - miseria e grandezza. Chi l'avrebbe detto che sarei arrivata al 6 in italiano per caso, quando prima l'8 mi era dovuto. Chi l'avrebbe mai detto che io, prima e ancora terrorizzata dai professori, sarei arrivata a leggere tutto cinque minuti prima dell'interrogazione? Chi l'avrebbe mai detto che sarebbe andata a finire così? Chi l'avrebbe mai detto che sarei rimasta viva così a lungo? Chi l'avrebbe mai detto che avrei sprecato la mia vita in questo modo? Per lo meno, del mio futuro non ho una grande aspettativa: io e Fabiola vicine di casa allo zen, con le tappine.

Postato da : CoseSintetiche | 20:41 | commenti

Ultimi giorni di scuola, resistere
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Promemoria: diventare come lei

AMORE PURO <3

Postato da : CoseSintetiche | 20:18 | commenti
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Marlène, Noir Desir
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sabato, 23 maggio 2009

Mi manca tutto questo:

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Postato da : CoseSintetiche | 15:53 | commenti (3)

Parlando su emmessenne
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venerdì, 08 maggio 2009

Quand'è successo? Quando sono diventata adolescente? Quando ho preso questi chili? Quando è morto quello che avevo prima?

Postato da : CoseSintetiche | 21:54 | commenti

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