Sì, sono calma. E avrei vari motivi per tornare a incazzarmi come una bestia come qualche ora fa. Mi ha bloccato l'account hotmail. "Ah". E non gli bastava msn, no, ma pure Deviantart e NetLog. Comunque adesso ho riacquistato la mia naturale regolarità (più o meno) e sto cercando di non pensarci, altrimenti comincio a scalciare e ringhiare e mordere. "Mi dispiace. Ma perchè l'ha fatto?". Perchè è un idiota e anche perchè quel giorno avevamo chattato mezzo secondo. Volevo aiutare I. a vendicarsi. Che poi sarebbe la vendetta della vendetta della vendetta. Non ci tenevo proprio per niente, anzi mi avrebbe fatto molto male riavere quelle foto. Ma se si tratta di vendetta... Uff. Ora che ci penso il tema che devo fare per mercoledì, anzichè (come si scrive?) farlo sul perdono lo farò sulla vendetta, su quanto sia una minchiata. Mi aveva pure messo paura. I. è stato quello che ci ha rimesso di meno. Certo però che se quello là avesse chiamato a casa, sarebbero potuto succedere cose brutte... Vi immaginate (ma perchè parlo al plurale?) se potessero nascere processi, inchieste, pc perquisito e infine un "COLPEVOLE!", E non io, no, mio padre e I. Io sono minorenne. Non è nemmeno una cosa che mi piaccia. Solo che... Non lo so. Autodistruzione? Beh, se davvero succedesse... Ma questo non è successo. Per fortuna solo msn, deviantart. netlog e tutto il resto. Solo Splinder è salvo, perchè mi ero registrata da un altro account. Ma come ha fatto? E poi non è giusto. Forse sì. In effetti sono stata crudele. In effetti sono spesso crudele. Ma è nella mia natura, essendo un catto. Anzi, una gattina. Una gatta. Una gatta morta. Una stupida inutile gatta in calore. Che poi... No, vabbè. Poi per giunta su deviantart non posso riiscrivermi, perchè l'ip è bannato. Ogni volta che apro IE come prima cosa vedo google, poi il link diretto a Deviantart, e ci clicco sempre, e sempre mi rendo conto che non posso favvare. Non è bello nemmeno salvare soltanto le immagini, perchè non puoi favvarle. Era una cosa che mi faceva sentire realizzata. Me l'ha tolta. Comunque non è necessaria. Comunque dovrebbero togliermi tutto. Lasciarmi la vita senza la presenza del tutto. Sarebbe bruttissimo. Me lo merito. Lo voglio. No, non voglio. Fa male. Io voglio... Ah, dovrei mettere troppe x. Potrei raccontarvi una cosa tutta dolce sulle bolle di sapone, ma evito per non farmi troppo schifo. Adesso sono molto più calma. Davvero molto. Perchè ho cominciato Kitchen. Non so se mi piace. Non credo che mi piaccia, ma sono felice che mi abbia fatto passare l'incazzamento. Ero proprio incazzata forte. Mi sento un po' "don't worry, be happy!", ma non è come sempre. Non sono euforica, mezza isterica, flashata e scostante, no. É... gratificante. Però non mi piace. Cioè, sì, mi piace. Però non è come dovrebbe essere. Non posso accettare il fatto che in fondo davvero non c'è bisogno di tragedie continue, di drammi, di cose terribili, della disperazione, della morte, degli incubi, di queste cose brutte. Non ce n'è bisogno. Però. Però non so, è come se non adorandole le escludessi. Sembra che vada tutto troppo bene, che in fondo c'è sempre quella luce alla fine del tunnel. Che andrà tutto bene. Che ci devi sperare. Che non ti devi arrendere. Ma non è così, devo impegnarmi, NON DEVO CREDERCI. NON CREDERCI, NON CREDERCI, CRETINA! Sto diventando troppo viva, troppo sdolcinata, troppo... troppo poco tragica. Non va bene. Non. Va. Bene. Però è così car... NO! NO! NO! A volte mi schiaffeggio per non pensarci. Ma è diventata solo una cosa per far ridere le compagne. Si scrive con la i? Noto con piacere che, interrotta da Raiden, YouTube non è stato bloccato. Palliare da soddisfazione. Ah, lo vedete che sono crudele? Sta passando l'effetto perbenismo. Oh no, ho appena detto che quello era perbenismo: perfetto, riecco me. E invece con dispiacere mi accorgo che non ho la faccina "clapcla" perchè l'account è nuovo. Volete il mio contatto? lovely_little_pony@hotmail.it. E non chiedetemi da dove mi è venuto. Non mi esce nient'altro da scrivere. Quella cosa dei Simpson che guardano OC mi ha distratto, porco dio. Ah, sto pure bestemmiando, bene. Magari se pensassi alle bolle di sapone... ma no, niente. Il cubetto di ghiaccio al posto del cuore è tornato. Evvai! Ma a volte il cuore si sveglia. Sempre più spesso, ormai. Se purtroppo o per fortuna decidetelo voi. Ah, e comunque: la trama è troppo scontata.
Ho finito Cavie. Avrei voglia di raccontarvi qualcosa. Non so che cosa. Vi descrivo cosa si vede dal mio balcone. Non mi piacciono i paesaggi. Però mi piace il cielo. Le nuvole sembrano zucchero filato oggi, il cielo è come uno strato di carta velina viola chiaro con sopra un altro strato di carta velina azzurra, o blu. Queste nuvole sono così rotonde. Così non umane. Un po’ come la schiuma del cappuccino. Non ho mai bevuto un cappuccino. Cappuccino mi ricorda fra Cristoforo che mi ricorda i Promessi Sposi che mi ricordano Lucia che mi ricorda Veronica che mi ricorda… e potrei continuare all’infinito. Mi piace giocare ai collegamenti logici. Non scrivo per un pubblico, scrivo per me stessa. So che non potrei mai raccontare ad alta voce. Ho finito Cavie, e il signor Witthier diceva: “Ci sono delle storie che si consumano quando le racconti, e storie che invece consumano te”. Le Cavie hanno bisogno di un pubblico a cui vendere il loro film. Io sto cercando di forzare la natura. Sto cercando di non farlo. In effetti ultimamente non mi sento molto me. Ultimamente mi sembro la forzatura degli schemi, della logica. Forse solo a livello teorico è bello. Ma la bellezza è soggettiva. Ai miei compagni il Decadentismo fa schifo. Io per anni ho vissuto di quello. Promemoria: informarmi su “À rebours – Huysmans”, che non so nemmeno se si scrive davvero così. Gli esteti mi affascinavano di più, prima. Gli snob, gli aristocratici, i dandy, e se dico dandy pensiamo tutti a Wilde, vero? A Byron, vero? Se io penso Byron penso alle camicie da poeta che mi fanno impazzire, che adoro, si vedono nella pubblicità dei Quattro salti in padella dove c’è non so quale esploratore antico che ha una camicia tutta pizzi e volant meravigliosa. Qualche giorno fa ho visto delle foto su Deviantart di un tizio con dei pantaloni di pelle, una camicia da poeta aperta (e lui non aveva affatto un petto virile), truccato con un trucco antico ma sbavato, da rock star imbottita di droghe, e con una parrucca bianca Settecentesca, una parrucca con un fiocchetto azzurro alla fine, perché i capelli erano legati in una coda. I capelli bianchi della parrucca, intendo. L’ho trovata davvero bella quella foto. Adoro le foto stile Marie Antoiniette (e non mi riferisco al film, perché purtroppo non l’ho visto), Rococo (le varie malate mentali per il GL lo conoscono, anche grazie a Kamikaze Girls), et patati et patata. Ci piace da morire l’espressine “et patati et patata”, davvero davvero bella. Ritornando all’orrendo paesaggio di casa mia: non c’è proprio niente di poetico. O meglio forse si potrebbe trovare qualcosa tipo non so, magari una composizione in qualche modo, con vari compromessi, convincente. Ma se non ci fosse quel orrendo parcheggio giù, in basso. Gli autobus. Piazzale Giotto, mia tappa obbligata praticamente tutti i giorni della settimana. Invece le strade più lontane, con le macchine che scorrono strane (o così mi sembrano dopo la solita lettura allucinata), che arrivano fino a qua vicino, e vanno poi dove sbiadiscono sotto l’imponente, squallido marchio Mac Donalds. Ancora devo decidere se entrarci più. Sì, certo, multinazionale, animali malati, tizi non sindacalizzabili, ok, però… Boh. Non è che me ne frega più di tanto. Poi il latte al cioccolato della Nestlé è buonissimo. Topolino appoggia la dittatura. La Nike… tutte cose risapute. In fondo ci sono le apatiche montagne. Veramente sono io l’apatica. Non provo niente verso la natura. Ma la natura è troppo ferma e noiosa e priva di drammi e di difetti di cui lamentarsi. A parte gli insetti. Oggi una quantità incredibile di moscerini e non voglio sapere cos’altro mi si è posata addosso. Sto tornando bambina. Sul serio. Mi lascio andare a orrendi pensieri sdolcinati. Mi lascio prendere dalle paure. Dalla musica. Dalle parole. Dal sonno. Faccio quello che mi passa per la testa (vedi: fare Crista, sdraiarsi per terra, spingere la gente al suicidio). E lo so che queste cose non siano proprio per nulla delle cose estreme, delle cose degne di essere vantate a un mucchio di spasciati fatti del tipo “minchia senti questo assolo che mi fa venire”, cosa che poi non mi dispiacerebbe troppo, però bastano. Cara alienazione. Cara apatia. E ancora una volta ripenso a quella sera (in cui tra l’altro sembravamo, o eravamo, delle allupatone paurose) di risate sguaiate miste a pensieri troppo lucidi per il momento, troppo lucidi rispetto anche ai miei standard. Se salgo sulle sedie con le ali e poi mi butto agitando le braccia e urlando “POSSO VOLAAAAREEEEE” sentendomi una stupida e nello stesso tempo quasi felice (ma non troppo) di esserlo, mi chiedo se fumassi cosa farei. Ma lo so che non è molto. Lo so che questa sembra una specie di scusa, e che in effetti lo è, ma che ci posso fare, sono fatta così. E lo so che sembra una rinuncia, e non me ne frega molto. Poi questo “non molto” potrebbe diventare un “troppo”. Forse sono troppo suscettibile. Non sensibile. Sono due cose piuttosto diverse. Non me ne frega niente dei bambini che muoiono in Africa, a meno che non me li facciano vedere davvero in mezzo agli insetti. Anche se probabilmente più che pena per questi bambini mi verrebbe lo schifo per gli insetti. Ma sono da rinchiudere, se proprio dobbiamo parlare di insetti. Vorrei ritrovare il Beccaio. Lui sì che era un figo. Mi ricordo di quando parlava della lotta con i cuscini imbottiti di chiodi, per poi leccarsi a vicenda le ferite. È affascinante, affascinante. Non è dark. Probabilmente lo è anche. Non mi interessa trovare i confini del dark. Dovrei smettere di parlarne. Dovrei smettere di parlare, di dire minchiate, bestemmiare, e fare figure di merda. No, questi ultimi quattro “dovrei” non sono sentiti veramente. Ho voglia di scrivere qualcosa in francese. Dommage, je ne sais pas écrire bièn en français, et vraiment c’est la même pour les autres langues aussi. Non li ho mai capiti gli accenti, no. A che servono poi? Non ho mai capito la differenza tra un accento e un altro, a dire la verità. Non mi ricordo mai come si chiamano (a parte il circonflesso, perché tu se guardi i vari accenti e ti chiedono “Qual è il circonflesso?” scegli quello che un po’ può sembrare una cosa flessa a forma di semicerchio, che poi è quello). Ho appena fatto uno di quei ragionamenti che se dico dal vivo, a voce, ad una persona umana che non sia il gatto (che non è una persona umana, poi), cosa che faccio, questa persona umana (le persone sono sempre umane? Gli umani sono sempre persone? Bella domanda: il tizio non mi ricordo chi, forse l’Anello Mancante, in Cavie, diceva che siamo umani solamente quando c’è un animale con cui confrontarci, anche se non so se dalla mia spiegazione si capisca niente, ma penso di no!) dicevo che se dico una cosa assurda tipo sta minchiata tra parentesi, la persona che mi ascolta (se mi ascolta, visto che molti non ascoltano, ma aspettano solamente il loro turno per esprimere le loro opinioni, vedi anche: me) si mette a ridere. Dice “Bò, tu sei pazza”. Oppure mi da una risposta seria che io non capisco. Perché sulla terra “ses ailes de géant l'empêchent de marcher“. E mentre scrivevo tutto questo, mentre lo scrivevo dico, è diventato tutto molto più scuro fuori. Oggi ha piovuto. La cosa un po’ mi è dispiaciuta. Sono ancora stordita da quel sogno. Mi aspettavo che mi dicesse “Vattene, ragno con le gambe!” da un momento all’altro, invece no. Sto ascoltando una cosa di Yann Tiersen, che non so se sia della colonna sonora del Fabuleux destin d’Amélie Poulaine. Mi è piaciuto quel film, e tanto. Bellino, francese, e semplice. E non so perché sono così fissata con la Francia, o meglio con i francesi, adesso. Questa musichetta è bellissima. Vorrei fare una foto a quelle pianticelle che viste da lontano sono perfette (così finte, così prive di vita ovvero insetti), peccato che non sappia fare fotografie. O prenderle. Mentalmente sto cercando di tradurre nelle altre lingue. Ho paura dell’inizio del liceo, quello vero. Su una montagna ci sono quelle bruttissime casette lontane, come si vedono subito dopo essere decollati con l’aereo, però le lucine accese di non so cosa sono belline. Non tutta sta meraviglia comunque. Non potrei mai vivere in campagna. A parte gli insetti, tutta quella noia fatta di cose genuine sane blablabla. Non so nemmeno andare in bicicletta. La mia fantasia si è esaurita. Tant pis, addio. Ma io odio gli addii. Mai come in questi giorni li ho odiati, perché salutarsi con un addio?
Duuunque. No, stiamo cominciando male. Più che altro forse ho paura di scrivere. Sono ossessionata. Sono ossessionata. Ossessionata. Non so cosa scrivere. Mi emoziono. Dopo mesi perchè adesso. Non è giusto. Cambiamo argomento che è meglio, magari mi distraggo.
Oh, ecco. Mi saluta questa Luna, questa qua che magari nemmeno esiste. Le persone su msn non sono persone. Non ci vuole niente ad escluderle dalla tua vita. E loro ti escludono dalla tua. Fa un po' male. E qui mi viene in mente che "tutto fa un po' male, tutto fa, tutto fa, tutto fa un po' male". Fantastico. Ah, magnifico, ora msn è sparito. Devo avere premuto quella cosa che lo fa scomparire. Ora da dove lo ripesco, ma porca madonna. Ah, wow, non lo trovo proprio più. Ultimamente dico "Ma porca Madonna, cioè io!". Sì ormai sono la Madonna. Alessandro però mi chiama Crista. Lo so che non ve ne frega niente. Ho un po' paura, ecco. Diciamo che mi inquieta. Ultimamente ho decisamente superato la soglia di follia quotidiana. L'ho superata il sabato dell'Addio pizzo, però di sera, in pizzeria, quanto agonizzavo ridendo in quella cazzo di non ho capito nemmeno cos'è ma una specie di pizzeria, ridevo troppo ma stavo anche per mettermi a piangere, anche perchè mi rendevo conto che non ero per niente felice. E lo so che non sono la prima nè l'ultima che prova questa sensazione. Non era nemmeno la prima volta che la provavo, ma mai così intensamente. Hai proprio la sensazione di essere totalmente impegnata in una cosa che non ha senso, e per giunta te ne rendi conto, ma continui. Ma non riesco a rendere l'idea. Era proprio strano. Non ho più ritegno per niente. O quasi. Dovrei smetterla di essere così esagerata. Un tizio è entrato con l'avatar di spiderman. Ieri ho visto questa merda di film, se vogliamo proprio chiamarlo film. Mi sono messa a cercare la vena, ma al buio nè io nè il tizio tascio seduto davanti a me l'ha trovata. La parte del film più divertente è stata la pausa. Anche la parte più interessante, avvincente, drammatica e romantica. Un tizio si faceva una sega. Lo spiavamo dai piani alti. Gli ho fatto una foto con il cellulare di Marta. Per ora tutte invaghite di Marco, mah. E dire che ho buttato due euro e cinquanta per farmi dare due indizi e mezzo, ma guarda un po'. Ma si può essere più stupidi? Passo buona parte della mia vita ad insultarmi. Non è proprio gratificante. I complimenti mi sanno proprio di presa per il culo. Non so perchè sto scrivendo questo post, forse perchè è da tanto che non scrivo. Non so più scrivere. Non ho mai saputo scrivere. Ad ogni modo non mi va di autoinsultarmi pure qua, poi mi blablabla. Ora cercherò un altro argomento. Sì, lo cercherò. Lo cerco ma non lo trovo. Msn non mi parla. Tutto è molto silenzioso, in effetti. Veramente dovrei rispondere a Candida, solo che non so cosa rispondere. Ah, le multiconversazioni. La gente che si scusa perchè ha sbagliato ad invitarti. Questa persona mi conosce. Mi ha chiamato Silvia. Ma perchè mi devono chiamare Silvia. Mi da fastidio. Mi chiamo... qualsiasi altra cosa. Magari anche Chichibia. Ah, ma certo, sua cugina. Ricordo di quando si è mangiata tutti gli M&m's davanti blockbuster e io me ne sono tornata senza salutarle, molto incazzata. Sì, mi incazzo anch'io. Ma perchè la gente deve scrivere color verde tossico? Ehm, sì, il verde tossico è un colore che non mi ricordo come si chiama e che a me sa di tossico, molto cybergothtechnotulleravefetishpvc etc. A volte anche emo. E quello là pensava che io fossi emo, io, ma sentilo, ma come, ma no, ma perchè. Mi piace la publicità that's amore. Scusate se sono monotona e poco interessante e poco tutto. Ora so che si possono intavolare discussioni sulla publicità that's amore. Ma pubbbblicità con quante b si scrive?
avie. scrive:
è bella la publicità that's amore
(S)Geggè93(*)PieruzzoCUS T.v.tr.ma tr.B. scrive:
quella dei minestroni
-----bluecandy------ scrive:
.......................................
(S)Geggè93(*)PieruzzoCUS T.v.tr.ma tr.B. scrive:
di 5 colori
Cavie. scrive:
tutte quelle that's amore
(S)Geggè93(*)PieruzzoCUS T.v.tr.ma tr.B. scrive:
SMETTILA CN STI PUNTINI
-----bluecandy------ scrive:
alice cerca i colori
Cavie. scrive:
poi nell'ultima (quella col mare) c'è la tizia che ha un vestito a pois marrone
Alice cerca i colori. Il fratello di Norma si è accorto che stavo ripetendo a memoria un pezzo di Alice nel paese etc. Ieri da Silvia S. ho visto un pezzo di un cartone ispirato ad Alice. Faceva schifo. Ma da quando Germana è dark? Dark mi sa di Fedra. Poi lei c'ha scritto Geggè, e Geggè sa di Gegia. Sto continuando a leggere Cavie, lo sto leggendo lentamente perchè ad ogni storia mi devo fermare. Ho paura di sovraincidere troppo presto. Ha ragione. Ora ho detto che ho l'AIDS, vediamo se ci crederanno. Ma non credo. Di solito mi piacciono queste discussioni prive di senso. Ora vorrei conversazioni-rivelazione. Ora è entrato un tizio con la maschera della peste nell'avatar. Mi ricorda il Beccaio. Lui sì che era un figo. Annuncio: se qualcuno di voi conosce il Beccaio mi faccia mettere in contatto con lui, grazie. Si è scaricato Hai paura del buio. Ora la blocco. Ora blocco tutti. Così la smettete di ossessionarmi. Idioti. Ora la smetto di scrivere queste cose, e adesso mentre ho scritto quest'ultima frase mi stavo vomitando ripensando allo schifo di sto cazzo di post di merda porca madonna cioè io
Forse non è proprio legale sai
Ma sei bella vestita di lividi
M'incoraggi ad annullare i miei limiti
Le tue lacrime in fondo ai miei brividi
Lasciami leccare l'adrenalina
Lasciami leccare l'adrenalina
Lasciami leccare l'adrenalina
Lasciami leccare l'adrenalina
Voglio cercare la mia alternativa
E la mia alternativa
È la scossa più forte che ho
È la scossa più forte che ho
Muovo le molecole immobili
Sei più bella vestita di lividi
Lasciami leccare più forte un po'
Le tue lacrime in fondo ai miei brividi
Lasciami leccare l'adrenalina
Lasciami leccare l'adrenalina
Lasciami leccare l'adrenalina
Lasciami leccare l'adrenalina
Voglio cercare la mia alternativa
E la mia alternativa
È la scossa più forte che ho
È la scossa più forte che ho
È la scossa più forte che ho