martedì, 21 agosto 2007

Portano Dracula a un bar e gli offrono un thè alla menta, e lui

Mi autocito.

"Sì tu sei artefice del tuo destino. Sì c'è speranza. Buttarsi giù e scoraggiarsi non serve. Devi essere una guerriera, una guerriera che lotta contro la monotonia, la noia, la routine, la tristezza e il grigiore della vita. Prima ero molto molto molto molto più pessimista. Forse non è davvero così e forse la vita fa davvero così schifo come cerca sempre di dimostrarci, ma lamentandosene di certo non si sta meglio! O almeno, non si raggiunge la felicità. Non so se la vita è la ricerca della felicità, ma io la cerco. E tu?"

Cito Nietzsche, da brava pseudo-intellettualoide "dispensatrice di clichés" (ma non sto citando solo Nietzsche!).
"[...] chi prende in esame gli impulsi fondamentali dell'uomo, per vedere fino a che punto essi, proprio qui, possano aver svolto il loro ruolo di geni ispiratori (o di demoni o di coboldi), troverà che tutti questi hanno già praticato una volta la filosofia, - e che ognuno di loro vorrebbe rappresentare se stesso anche troppo volentieri come fine ultimo dell'esistenza e signore legittimo di tutti gli altri istinti [...]"

Do un parere ai commentatori anonimi:

Non li biasimo, è davvero divertente prende per il culo chi ti conosce senza incorrere in seccature varie. Lo faccio anch'io. Non cancello quelli che ricevo, è un modo per sapere cosa la gente pensa di me. Gran parte delle volte poi li ignoro grandemente, in passato ho fatto l'errore di incazzarmi per tali basse ostentazioni di luoghi comuni, ostentate soltanto per farmi appunto incazzare (non pensate che sia "rivoluzionaria a priori", o un'espressione del genere letta chissà dove).


sabato, 18 agosto 2007

La fatina zuccherina (yummy yummy)

Zsucchero!

Io, la futura Principessa Didì, ho una consistente voglia di NUTELLA. Questo post è di una certa importanza, vorrei farvi notare, per il grande contenuto educativo. **


CoseSintetiche | 23:28 | link | commenti
categorie: immagini, cronaca
sabato, 11 agosto 2007

Insegnamenti quotidiani.

C'è un mio amico che mi ha isegnato la differenza tra sapienza e saggezza, e da allora ci penso spesso. In effetti è un argomento di conversazione interessante, ma si esaurisce subito. Che noia questi paroloni! Mi viene quasi voglia di inserire tanti tanti tanti :) e ^^. Non va male. O meglio, ci sono sempre quei dubbi del tipo "Vado o non vado", "vedo o non vedo", e mi accorgo sempre di più che il mio carattere prende il sopravvento e cerca di vincere, e io me ne accorgo e lo lascio fare perchè ho paura, e mi rendo conto del fatto che sia un problema.

Ci sono delle persone che persone non sembrano: sono davvero piene di sapere, che magari non sanno mettere la virgola dopo gli spazi giusti e che la mettono tra soggetto e verbo, ma cazzo, quante cose che sanno. E io non so niente. Non so niente di psicologia, non so niente di teatro, non so niente di Arte, non so niente di fotografia, non so niente di medicina orientale, non so niente di musica, non so niente di corpo-mente-inconscio-etc. etc. Non conosco i registi che vorrei conoscere, sono pigra e ho paura e perdo tempo lamentandomene su un blog, su internet, nella non-realtà (realtà virtuale la chiamano, tsk!).

Non so niente nemmeno di informatica, grafica, non so fare animazioni, e invece io vorrei saper fare tutto. Non conosco le mie abilità. Non so se ho manualità, non so se saprei cucire, cucinare, scolpire, disegnare (probabilmente quello no, però se magari imparassi non so, qualche schema (credetemi non ho intenzione di seguire gli schemi, ma solo conoscendoli si possono distruggere, no? o sì?). La mia scrittura è pure esercizio di stile, non conosco la filosofia e nemmeno la retorica, mi lascio confondere dalla MODA e non ho abbastanza coraggio.  Tuttavia le mie lamentele NON SONO SCUSE, forse sto soltanto sprecando il mio tempo, forse dovrei spegnere ADESSO il computer e tornare al libro, a ritagliare XL o Velvet, a incollare, a provare qualche collage che viene male, a cominciare uno scrapbook che verrà male, forse dovrei imparare un po' di inglese o cominciare i compiti di francese, forse dovrei scrivere cento volte che gli oggetti non fanno la felicità, che non devo comprare tutti i vestiti del mondo e che lo stile in realtà è una gran minchiata. Ecco, parliamo dello stile!

Cosa intendo per "stile"? Lo stile è quella cosa che piace agli emo. Ovvero vedono la tua foto su Netlog, scrutano il colore la forma dei tuoi capelli, se sono ornati con nastri elastici fermaglietti dread sintetici extensions (si scriverà così?), il modo in cui sei truccato/a o se non ti trucchi, chiaramente se sei bello o brutto ma se sei brutto e hai stile te l'abbonano, se porti orecchini piercing tatuaggi smalto collane collari bracciali borchie catene bondage (i bondage sono pezzi di stoffa che partono da una manica all'altra e da una gambe dei pantaloni all'altra o comunque dalle parti più disparate), se hai tartan pvc lattice plastica fimo gomma pizzo merletti cuciture che non servono ricami lucchetti orecchie ali bodymodifications scarificazioni tubi che ti escono dalle scapole corsetti piercing-pelle-nastro se sembri una infermiera un cartone animato un alieno un confettino una fragolina un accozzaglia brutta di colori un clown una maschera una cosa molto semplice e minimalista un dalmata una ragazza-pois o una ragazza-stelline se hai le converse e di che colore sono e insomma sto divagando! Insomma considerano il tuo aspetto da ogni punto di viste e poi ti dicono che "hai style". A tutti fa piacere sentirsi dire di avere stile. Ma che perdita di tempo studiare il modo per avere stile. O ti viene o no. Ci vuole l'ispirazione anche per questo. E se non mi viene l'ispirazione, prendo una canottiera viola e una gonna e un paio di scarpe che non facciano troppo male ed esco. E sto benissimo lo stesso. Credo che questo paragrafo sia stato inutile perchè mi sono messa troppo ad elencare le immagini e i simboli che mi colpiscono della moda. LA MODA, mi ci sono persa troppo.

Non sono più tanto sicura di voler andare all'accademia di moda, infatti. Non che la cosa non mi affascini ancora, tutt'altro. Infatti apprezzo la creatività degli stilisti, che appunto creano delle cose aggiuntive al tuo corpo. Voglio dire. Qui c'è il tuo corpo, e questo è un fatto. Poi ci sono i vestiti basic stile canottiera-gonna-scarpe-è tutto ok. MA se invece di questi vestiti random prendi una specie di disegno, una cosa che non appartiene alla realtà quotidiana, tipo delle corna di cervo che reggono un velo che si avvolge attorno tutta la tua faccia stile Alexander McQueen, e te la metti addosso... Beh, sei un'opera d'arte anche tu. Un'opera d'arte vivente. Potrebbe anche essere un modo per suscitare particolari emozioni a chi ti guarda (questa è una cosa che fa tutto, quello che di te si vede con l'occhio lascia una particolare impressione a chi ti guarda, per questo potrebbe anche un po' avere senso qualche discorso sullo stile, qualche). Chi ti guarda potrebbe vedere in te una specie di Signora dei Ragni se tu avessi una specie di cosa applicata dietro di te che fa un effetto ragnatela viola abbinata al rossetto. Chi ti guarda potrebbe essere ispirato pure lui. Potrebbe creare un'opera d'arte anche lui. Tra la persona-arte e il guardatore-artista (guardatore!) potrebbe nascere un feeling particolare che a sua volta potrebbe portare ad un'esperienza nell'arte, fuori dal mondo, lontano dalla realtà. Un qualcosa di onirico. Ah, sono queste le cose che sogno. Che noi non meritiamo. Che non avrò il coraggio di perseguire. Ma veniamo al problema. Lo stilista concepito come parte dell'estabilishment, che ti propina i suoi subdoli messaggi subliminali pieni di simbolismo per spingerti a comprare le sue cose a carissimo prezzo. Non voglio fare questo. Non voglio essere questo essere meschino. Oltre al fatto che non so nè disegnare nè cucire nè so niente di stoffe e materiali. E se non so trasformare quel sogno in realtà, se parlo e basta, allora vedi un po' che studentessa inutile sarei. La moda non è essenziale, però è bella. Come avrete capito non parlo di moda = mucchio di gente che va appresso ad una pubblicità ma di moda = mondo fantastico nella mia mente dove persone fantastiche indossano vestiti fantastici in situazioni del tutto anormali, con una musica che ci sta.

Ecco, altre cose che non mi convincono. Le modelle, tizie molto belle con addosso vestiti molto belli,  si fanno fotografare e poi tu vedi queste foto in un giornale e pensi "cazzo anch'io voglio tutto questo" e non ti rendi conto che è soltanto una pubblicità che ti spinge a comprare quei cazzo di vestiti che per comprarli devi venderti i tuoi quattro reni e che questi vestiti in questa foto sono vestiti da delle tizie assolutamente belle con cui tu non potresti mai mai competere. E pensi che magari comprando il vestito di compri la bellezza, e magari ti sta male ma te lo vuoi comprare lo stesso perchè hai ancora il ricordo di quella foto che ti fa luccicare gli occhi. Stilisti bastardi. Le sfilate. Potrebbero essere come mostre, in cui i modelli sono arte vivente. E invece è così: questa non-arte-vivente cammina per la passerella, con una musica unz unz unz (ma a volte c'è anche bella musica, vedi quella sfilata figa di Antonio Marras o quella di Kenzo che avevo visto sul sito...) mentre tutti guardano il vestito e lo giudicano e poi ci sono i giornalisti che fanno un sacco di foto e ci sono tutti sti flash luminosi del cazzo e la non-arte-vivente arriva in fondo alla passerella e poi si gira per fare vedere quel dettaglio dell'abito di dietro, e questa cosa mi fa incazzare. Secondo me le modelle non dovrebbero fare avanti e indietro per fare vedere come sanno camminare bene incrociando le gambe senza cadere, ma stare nel loro piedistallo, ferme, a vivere/recitare il sigificato del loro vestito-Arte.

Le Palais de Tokyo mi ha un po' cambiato! I video "I did love you once" e l'altro, che non ricordo come si chiami, ma era assolutamente geniale e fantastico, sono davvero riusciti. Davverodavverodavvero. Vorrei dirlo all'artista/gli artisti che li hanno creati! Meravigliosi meravigliosi. E la libreria, tutte quelle foto, oh.


martedì, 07 agosto 2007

Ovvietà?

I am what I am And what I am needs no excuses. I deal my own deck Sometimes the ace, sometimes the deuces. There's one life, and there's no return and no deposit; One life, so it's time to open up your closet. Life's not worth a damn 'til you can say, " Hey world, I am what I am!"

Gloria Gaynor, I am what I am

Vivere. Non tutti lo fanno. Molti lasciano passare il tempo necessario per dimenticare quello che devono fare. L'uomo è limitato e ha paura. Sti cazzi che vuole il suo male. E io? Cosa dicevo prima? È vero, a volte, la natura mi limita. Ma è sempre follia. Follia stupida preferibile all'apatia. Da sola non lo so capirei con tanta energia. Rendiamo grazie a chi lo merita. Non più di due o tre persone (sopratutto uno che se ne fotte e se ne sbatte).


lunedì, 06 agosto 2007

Perchè?

???

CoseSintetiche | 19:34 | link | commenti
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sabato, 04 agosto 2007

Blablabla

Le ultime cose stupide che scriverò è che non si può tenere un diario se le cose che dici in realtà non sono davvero, è inutile scrivere soltanto per farlo. Posso scrivere che piango perchè lo faccio.

Me ne vado affanculo.


CoseSintetiche | 14:59 | link | commenti (4)
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venerdì, 03 agosto 2007

Io accolgo sempre di più la mia malata degenerazione sempre più putrescente

Non avete idea di quello che combino. Mi voglio malissimo, e lo so. Me ne rendo conto. Lucidamente programmo la distruzione. E non ho il coraggio per farlo da sola. In realtà ancora non sto facendo niente di grave. Ma la mia mente è totalmente contaminata da idee assolutamente depravate. La perversione arriva a livelli incredibili, e non mi piace, ma faccio in modo che mi piaccia, come una emo, perchè sì, lo so, perchè mi voglio male, e che cosa volete voi? Visto che non c'è nessuno a impedirmelo programmo e cerco qualcuno abbastanza malato da aiutarmi. Descrizione perfetta di scene selvagge e assurde, che dovrei allontanare da me definendola orribile come in realtà è. Ma tutti abbiamo un lato oscuro, no? Per ora non c'è pericolo. Potrei... Ohohoh, no, per ora non mi va, ho con chi parlare. Yay, ohohoh, che segreta soddisfazione. Mi vengono un po' in mente le spietate ninfette, ma non mi colpiscono molto. Diciamo che è una cosa in più. Ah, che programmazione. Sono un genio del male, del crimine, del peccato, brucerò all'inferno per sempre lamentandomi di questo momento di follia pura e ne sono contenta, mi sento così soddisfatta, così soddisfatta, che ho gli occhi un po' premuti un po' usciti di fuori e una specie di sorrisetto malato. Anche se in realtà all'esterno non si vede. Sembra una mela acerba, ma è già marcia dentro. Un po' come devo fare con Miriam. Inculcarla idee cattive per farla crescere storta, con problemi, rovinarle la vita e fare in modo che mi sia grata per questo. Che istinto materno! Sorrido. Oh, io adoro Trevor Brown. Vi descrivo qualcuno dei suoi lavori.
1. C'è una ragazza nuda se non fosse per un sacco di bende e i lividi che danno un po' di colore. Gli occhi sono chiusi e il viso è girato e i capelli sono mossi dal vento. E siringhe e cutter le vengono lanciati.
2. Una ragazzina è seduta, o meglio appoggiata al muro, per terra. Accanto a lei c'è una palla blu con delle stelline arancioni. Come potevate immaginare, è nuda. I capelli sono raccolti in due chignon all'insù ma molti capelli -corti- sfuggono. Ci sono dei lividi sul suo viso. Gli occhi sono neri, sembra che non ci siano. Le labbra nere... Il braccio è fasciato, e anche l'altro, e dei tubi escono dalle bende nere e anche le gambe sono un po' fasciate. Scotch adesivo nero sopra la fichetta a tenere un crocifisso.
3. Una bambina che sembra una bambola per via di uno sguardo stranissimo, perso nel vuoto, spento, vitreo, e per la fissità di tutto e per i boccoli scompigliati è seduta a terra, appoggiata al muro. Muro e pavimento sono con le mattonelle, ma alcune mancano dal muro. Attorno a lei ci sono bambole e peluches, Lei è vestita con una camicia da notte larga che le lascia scoperto un capezzolo e la bretella ricade sotto la spalla, le belle gambine sono appoggiate al petto, ma aperte, e nude, infatti si vedono i lividi sulle ginocchia. Le mutandine bianche a pois rossi sono un po' strette. Ha il rossetto rosso tutto sbavato.

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