lunedì, 22 ottobre 2007

Vaffanculo

Sono triste, sto male, fuori grandina, e non posso scrivere gran parte dei motivi del mio "disappunto". Però posso lamentarmi. Vaffanculo dio merda. E' da un po' che sono così. Non so bene da quando. Però posso dire con certezza che sabato... GRR. E l'avevo pure sognato! Lo sapevo che sarebbe andata a finire così! Ma tralasciando sabato, mi sembra che TUTTI i rapporti sociali si stiano sgretolando. Non so se è colpa mia, del tempo (atmosferico ma anche delle ore), degli altri, della sqola, buh. Sì, sabato è andata proprio male. Interrogazione penosa di italiano, tristezza, ore passate a cercare un regalo, serata passata non in giro, non in compagnia di alcolici, rabbia, fastidio. Che, poverina, non è colpa di S. che doveva fare il compleanno giusto quel giorno, perchè se fosse stato il mio mi sarei incazzata ugualmente! Ma però che cazzo è stata una giornata proprio di merda. E non mi piace quello che scrivo e come lo scrivo. Però sto scrivendo e questo mi rende uguale a M. V., cosa che non vorrei mai. Ha la sciarpa come la volevo io! Uffa uffa uffa uffa. In realtà sono io la vera snob. Lo sapevo. E ho i capelli sporchi. E non ho la minima voglia di farmi lo shampoo. Ma ci pensate che poi me li dovrò asciugare interamente? Ma poi è peggio se me li lavo stasera tutta abbuttata o domani mattina totalmente rincoglionita? In ogni caso il mio raffreddore aumenterà. Così poi non vado a sqola. Che bello! Voglio rimanere rintanata in casa come uno scarafaggio dentro l'armadio pieno di cose inutili (leggi: negghie). C'è caldo, non mi faccio male, mi adatto al mio dolore. Sciocchezze. Non mi va di fare l'emo. Scratch, uhm. Cambiamo argomento, sì sì. Buh. Non scriviamo niente e basta, che è meglio. Ancora non so che cazzo scrivere in quella merda di foglietto che i cari amici "ti-indico-la-direzione-per-non-perderti-di-lista, ovviamente-senza-alcun-interesse!" hanno cercato in tutti i modi di farmi riconsiderare. Ecco, sì, bella figura di merda quella. Non ho ascoltato niente di quello che mi diceva, avevo sonno, ero sconvolta, e senza un pensiero in testa (che novità). Ok, lasciamo perdere. Uffa, sto male. Uffa, uffa, uffa. Non voglio fare niente di niente. Voglio solo coccole&calduccio. Vaffanculo.


CoseSintetiche | 19:08 | link | commenti
categorie: cronaca, cronica
giovedì, 18 ottobre 2007

Sono molto confusa

Sono molto confusa e sono superficiale, non riesco a pensare e quando penso non esprimo il mio parere, e se lo espiro risulto banale, ovvero è il pensiero in sè ad essere banale. Non è vero che le cose banali si devono ribadire sempre. Mi perdo mentre parlo. Perchè sono molto confusa. Questo mondo mi delude, dalle cose più piccole a quelle più grandi (ma non mollo, almeno per ora). Dalle ore e ore passate cercando di imparare delle cazzate di letteratura e rimandendo invece e non fare niente: non pensando, non essendo così piena da non riuscire ad abbassarmi a studiare, ma limitandomi a disegnini brutti e inoltre tutti assolutamenti UGUALI. Bambinette bamboline capelli ricci lisci senza sguardo sorridono vestite kawaii che sprizzano cuteness da tutti i pori e stavo scrivendo "porni". Il porno sì quello sì che è molto più utile. Non riesco a concentrarmi, dormo molto ma sembra pochissimo. Il fatto è che mi sveglio di mattina. Se andassi a letto alle 5 e mi svegliassi 14 non sarebbe lo stesso. Forse è sta cazzo di vita. No, non me la prendo con la vita. Me la prendo con la routine, con la sqola, con il nozionismo. Vorrei ricordare tutto. Trattenere ogni momento. Senza dimenticare i dettagli. Anche se spesso mi ricordo solo qualche dettaglio e dimentico le cose più importanti. Quali sono le cose più importanti? Tipo cosa ho mangiato ieri. Ieri sera non ho mangiato. Mi da fastidio quando mi danno dell'anoressica. Non sono anoressica cazzo! Al posto di venirmi ciccia e brufoli mi vengono solo i brufoli però tanto sono brutta lo stesso. Tanto troppo brutta. E ho i capelli orrendi, devo farmi lo shampoo non mi va. Devo andare dal parrucchiere sarebbe un suicidio. Non sono in vena di suicidarmi. Ci mancano solo quelle tre ore di sentire tizie parlare di cultura moderna (il programma, intendo) e ripetere in continuazione "favolloso!" e me l'avranno chiesto sì e no trentacinque volte se conosco stefania. mi rifiuto di usare le maiuscole. sono pigra sono pigra sono pigraaaaaah! poi adoro ma non è il caso di scriverlo perchè sarei melensa e già mi devono sopportare gli altri figuriamoci voi invisibili fantasmi che mi conoscono e che anch'io conosco ma che non si vogliono fare riconoscere e a me non interessa e sto cominciando a delirare tipo ieri sera - tipo molte sere. sto ascoltando aghia sophia da molto tempo, a ripetizione, vorrei dire a sofia di guardare la vita che vola via, guardarla, ma probabilmente mi risponderebbe "e tu voti lista uno?". tra l'altro non sopporto tutta questa avversione per il gothic & lolita.  che male gli avrà fatto? troppo gothic, troppo strano, troppo nuovo, troppo apparisciente, troppo nero, troppo rosa, troppo. molti di questi che criticano azzarderei che non è vero che "mi vesto normale perchè non me ne frega niente dei vestiti" ma perchè non vogliono sentirsi dire di essere troppo qualcosa, scelgono la già sperimentata via del così e così e in questo modo è tutto ok. Nessun pericolo di attirarsi il disprezzo della gente al primo sguardo, ma passeranno soltanto inosservati. O_o e pensano che mi piaccia sentirmi al centro dell'attenzione. infatti non riesco a fare un discorso con meno di due persone e più di tre. e pensano che le cose che faccio le faccio per sembrare "pazza". ah sì adesso sono tutti pazzi. a volte divento logorroica. me la sento, ouais. Ah, dimenticavo. Finalmente mi sono resa conto che il mio modo di comunicare non è com pensavo, ma fa proprio schifo. arido, asciutto, volgare, popolare, banale, già visto e banale. ma non è commiserazione, non lo è. e se lo fosse, non lo ammetterei.

CoseSintetiche | 20:47 | link | commenti (3)
categorie: cronica
giovedì, 11 ottobre 2007

Tututù

Voglio un abbraccio forte forte. Uffa!


martedì, 09 ottobre 2007

L'incredibile ritorno delle citazioni

“Il primo uomo che recintò un pezzo di terra e disse “questo è mio”, trovando gente abbastanza ingenua da credergli, era il vero fondatore della società civile.

Quanti crimini, guerre, omicidi, quanti misteri ed orrori potevano essere risparmiati all’umanità, se quell’uomo che visse erigere la prima steccata o riempire il primo fossato, avesse urlato agli altri uomini, “ Attenti ad ascoltare quest’impostore; siete persi che avete scordato che i frutti della terra sono di tutti e che la terra non è proprietà di nessuno.”

( J.J Rousseau - 1996, p.84)