martedì, 30 giugno 2009

Il mio tempo è quasi finito

Quando sono arrivata nella scuola dove sono adesso c'erano tante persone interessanti e stimolanti. Ho conosciuto tanta gente. Cazzo mi sta venendo un attacco di panico. C'erano delle ragazze che ho visto alla fermata dell'autobus ed erano dark e hippie e così smodatamente interessanti. La mia compagna le ha salutate. Io le ho detto 'La conosci?' e lei 'Sì, la vuoi conoscere?' e io le ho detto di sì. Poi queste persone mi hanno chiesto di uscire e io non potevo, poi me l'hanno chiesto di nuovo, e non mi andava. Poi non me l'hanno chiesto più. C'era un'altra ragazza che mi sembrava incredibilmente interessante e intelligente e le ho parlato soltanto una, due volte. Lei parlava con le sue amiche (che, credo, erano le stesse interessanti persone di prime) e io ero imbarazzata. Poi non abbiamo parlato mai più. Se non qualche parola. Avrei voluto conoscerla ed essere migliori amiche. E l'ho già detto tante volte, non so se l'ho scritto, ma l'ho detto, si vedono così belle persone sugli autobus a volte. O ai concerti. O negli angoli delle strade. E perchè non li conosco? E perchè, quando li conosco, li lascio morire? Odio lasciarmi morire. Ma uccido gli altri. Perchè se non li salvi è come se li uccidessi. E adesso è questa musica ad uccidermi. L'estate non è il periodo fantastico della vita. Perchè mi vengono queste crisi. Ma sì, lo è. Perchè io adoro le crisi, e la lotta, l'inseguimento, la morte. Non adoro queste cose in sè. Adoro il fatto che accadano. Adoro le cose speciali. Perchè non riesco ad aspettare che le cose arrivino da sè? Adesso l'ho capito. Ho sbagliato. Ma non ho riesco. Non ci riesco, a godere di ogni attimo soltanto perchè c'è. Non crea nessuna beatitudine in me. È vero. Avevi ragione. Io non amo le cose speciali. Io amo quando mi accorgo di stare percependo una cosa in modo speciale. Io non amo le cose. Io amo il modo in cui queste cose esistono. Ma il fatto che esistano, per me, è quasi indefferente. E questo è sbagliato. È vero. Perchè non l'ho visto prima? Odio il fatto di non parlare chiaro perchè non lo voglio e odio il fatto che quando lo leggerò, o quando questo passerà, non lo ricorderò più. Ma per me questo è speciale. Il fatto di essere qui, con un groppo alla gola, e questa espressione corrucciata, a scrivere queste cose, per me è speciale. Il fatto che finalmente l'abbia capito. Sono davvero stupida. Non lo penso davvero. Di esserlo, intendo. Un'altra cosa vera. Una di quelle persone così interessanti che avrei potuto amare mi aveva detto di aver sostituito il complesso di inferiorità con quello di superiorità. Quella persona viveva tutto quello che vivo io prima. E quella persona usa parole bellissime ma non dice niente. E io diventerò esattamente così perchè io sono lei prima. In ogni caso non era questo quello che volevo dire. Ah, che casino. Quello che scrivo è un casino, io sono un casino, le cazzate che faccio non sono normali. Detto con voce da "oh ciao compà tutto bene?". L'ho sempre detto, o quasi. Io non faccio il blog per gli altri, ma per me stessa. È vero. E hai ragione, io non faccio niente che non sia per me stessa. L'amore che provo io non è l'amore quello giusto. Cito Morgan: Amore per cose inanimate. Dovrei conoscerla meglio. Le persone a volte dicono cose meravigliose. Devo scrivermi tutti i momenti meravigliosi. Devo fare. FARE! E vedete? Sto già pensando a fare qualcosa perchè non posso aspettare che le cose vengano da sè. Ma questa volta sento che è la cosa giusta, questa. Perchè questa volta non è una cosa indotta da me. Ma da altri. Ah, voglio rubare il respiro degli innamorati. Voglio rubare il respiro delle persone che amo. Voglio sentire tutto di loro. Forse. Io voglio soltanto essere loro, non loro amica. KYAH! Sapevo che sarebbe andata a finire così. Ma io non voglio razionalizzare questo momento. Voglio che la fase aurea duri per sempre. Devo FARE. Non posso stare a guardare le cose morire. Ma di solito non è così che faccio. Di solito le uccido con una coltellata. Ma io in questo momento non vorrei fare questo, io vorrei solamente salvarli. Voglio fare vivere le cose per sempre, e invece le ammazzo. Che razza di ragionamento è? Che persona sono? Non sono una persona. E l'uomo è un animale sociale? Aveva ragione lei, a Parigi. Io tratto male la gente. Ma non volevo, te lo giuro. Io volevo prolungare il momento aureo, non fare del male alla gente. Meno male che me l'hai detto. Il momento aureo è finito, ma almeno ho smesso. Forse è proprio il momento aureo a fare male. Ed è perchè il momento aureo dev'essere in compagnia o in assoluta solitudine. Se solo tu provi il momento aureo, sarà un disastro. Tu penserai 'loro non capiscono' e loro moriranno. Penso che si dovrebbe parlare chiaramente. Però non lo faccio. Penso che si dovrebbe dire la verità. Però non lo faccio. Penso che bisognerebbe avere coraggio, coerenza. E non lo faccio. Ma che faccio? Schifo. Rispondevamo 'schifo'. 'Hai studiato?'. 'No'. 'E tu?'. 'No'. 'E ora che facciamo?'. 'Schifo'. 'Schifo'. Io io lo sento. Sento che se questo undici luglio non ci vedremo, potrei perdere altri pezzi. Ho realizzato questo. Ora glielo dico. Bisogna parlare chiaro. 'Se non lo faremo, succederà di nuovo'. 'Che cosa?'. 'Le persone ci deluderanno'. Io lo so. L'ho capito. L'ho capito adesso. Messy. Che schifo. Vorrei essere come le persone che amo. Loro non farebbero questi casini. La scuola mi ha rovinato. Lo so che è stata lei. Quest'anno non è così diverso. Non è così migliore. Ma non devo, NON DEVO smettere di sperare. Se smetto di sperare tornerà. Succederà di nuovo. Voglio saper scrivere. Voglio essere una persona interessante. Voglio riuscire ad essere io, ad accettarmi, a fare vedere veramente quello che sono alle persone, a dirgli quello che penso di loro. Altrimenti succederà di nuovo. Non voglio che succeda di nuovo. 'Per tutti quelli che se non ci sbattono la faccia non lo capiscono'. Sono una testa di cazzo. Se non lotto, non cambierà mai niente. E io voglio sopravvivere prima di tutto. In secondo luogo, non voglio sopravvivere, ma voglio vivere. Devo avere la forza di superare le mie paure. Perchè se non metto al loro posto le cose, il casino mi travolgerà. Tutto scoppierà e io sarò sommersa dai detriti. Vorrei saper scrivere. Vorrei saper comunicare agli altri quello che provo io. Il momento aureo non è solo mio. Anche gli altri devono provare quello che provo io. Altrimenti, non lo capiranno mai. E se non lo capiscono, non è colpa loro che sono stupidi. Sono io, IO, che non sono riuscita a spiegarmi. Perchè non ci sono mai riuscita. Non so parlare. Non so scrivere. Non so filmare. Non so cantare. Non so disegnare. Non so fotografare. Non so cucinare. Non so dimostrare alle persone quanto le voglio bene. Le cose non escono mai fuori di me. Ho una paura incredibile di muovermi. E di parlare. Perchè è come Fedra. Il dramma è un dramma interiore che si svolge nella psicologia del personaggio. Il pronunciare il nome di Ippolito significa manifestare all'esterno qualcosa di interno. In realtà non succede niente. Ma aver detto quel nome, averlo ammesso, la spinge alla morte. Ogni azione, in realtà, ne spinge un'altra. È un gioco ad incastro e il nome di chi vincerà è già scritto.

La foto fa schifo, ma è una cosa per intenditori.


CoseSintetiche | 00:25 | link | commenti
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